Film horror del 2016 diretto dallo svedese David F. Sandberg, regista di Annabelle 2 e Shazam, prodotto da un maestro dell’horror come James Wan, creatore di Saw, e disponibile su Netflix.
Una controversa storia del terrore, caratterizzata da una figura oscura. Il regista riesce a spaventare lo spettatore, grazie ad un elemento tipico del genere horror, il buio.
Tutto il film è basato sulla tensione e l’angoscia, condizionati da un’entità spettrale. Gli attori coinvolti riescono a empatizzare con lo spettatore.
Il sonoro e la fotografia incidono molto nel film. Ad avere un ruolo non indifferente è la sceneggiatura originale, capace di contestualizzare un dramma familiare in un ambiente surreale, composto da fenomeni paranormali e inquietanti proiezioni visive.
Quello che va sottolineato è che questa pellicola ha origine da un cortometraggio del 2013 diretto dallo stesso regista col titolo omonimo.
Senza voler realizzare nulla di eclatante, Sandberg dà vita a qualcosa di estremamente creativo e del tutto convincente. Di tutte e tre le sue opere, questa è sicuramente la migliore.
Il regista svedese si diverte a terrorizzare il pubblico, utilizzando mezzi come l’ansia e la paura, basandosi su varie tematiche, come il disturbo del sonno collegato al soprannaturale. Sembra una banalità , ma riesce invece ad avere un certo stile.
Quello che si può dire che tutta l’opera riesce nel suo reale intento, ovvero spaventare il prossimo semplicemente accendendo e spingendo l’interruttore della luce.